La Plastica: la materia prima del secolo XX:
La plastica
comprende una serie di materiali sintetici o semisintetici usata in una vasta e crescente gamma di
applicazioni che vanno dal settore edilizio, auto, dispositivi medicali,
giocattoli, abbigliamento ecc. Il nome deriva dal greco “plastikos”che significa adatto ad essere plasmato, ció fa
riferimento alla malleabilitá e plasticitá durante la produzione che gli
permette essere fuso, pressato in varietá di forme come pellicole, fibre,
laste, tubi, bottiglie, scatole ecc. É riconosciuta la sua facile lavorazione,
con costi ridotti e di elevata praticitá, spesso si usano per imballare e
confezionare generi alimentari. Purtroppo é importante segnalare il fatto che
non sono sempre biodegradabili o riciclabili, inquinando fortemente l’ambiente.
A continuazione si elencano i
materiali piú usati e i numeri relativi alla codifica europea che indicano rispettivamente composizione e uso:
1= PET polietilene
tereftalato usato per bottiglie d'acqua, di bibite o
flaconi per prodotti di bellezza;
3 =PVC o V vinile o
cloruro di polivinile usato per contenitori per alimenti;
4 = LDPE polietilene a
bassa densità usato per sacchetti per cibi di surgelati e bottiglie squeeze;
5=PP polipropilene
usato per bottigliette di ketchup
7 = tutte le altre plastiche
tra cui il policarbonato e le resine epossidiche
Le plastiche idonee alla
conservazioni di cibi sono le numero 1,2,4 e 5.
Nella nostra scuola il refettorio comprende diversi spazi dove si
utilizzano i recipienti di plastica per trasporto e conservazione di cibo. La
nostra idea é stata realizzare un’intervista al personale che lavora nella
mensa (cuoca e impiegati)
1) Conoscete il tipo di plastica che usate a contatto con il vostro cibo?
Senz’
altro abbiamo a disposizione recipienti idoneei per la conservazione,
anche sacchetti adatti al trasporto
giacché molti professori e personale della scuola porta a casa i cibi che
prepariamo.
2) Conoscete
questa tabella e quali sono le plastiche
idonee alla conservazione del cibo?
Conoscevo la tabella peró ci regoliamo con i
simboli che indicano i recipienti adatti ai diversi usi. Siamo molto attenti a
non usarli troppo , sappiamo del loro vantaggio ma anche siamo consapevoli del
loro danno all’ambiente.
3) Sapete
cosa fare con i contenitori dopo averli usato durante molto tempo?
Anche se il personale controlla é
stato molto importante sapere con piú precisione
il modo di farlo. Vi ringraziamo moltissimo per i vostri consigli, la vostra visita é stata di grande utilitá.
"L'idea di eliminare in
toto l'esposizione BPA è, al momento, chimerica; le autorità preposte alla
regolamentazione stanno adottando provvedimenti atti a tutelare i gruppi più
vulnerabili all’esposizione: ad esempio, nel 2011 l'Unione europea vieterà la
produzione prima (marzo) e la vendita poi (giugno) di biberon in policarbonato
contenenti BPA (15). Nel frattempo possiamo, almeno, cercare di ridurre
l'esposizione al BPA seguendo semplici passi, quali:
-Non usare contenitori alimentari
in policarbonato nel microonde. Il policarbonato è forte e durevole, ma con
l’usura causata dal tempo e dalle temperature elevate potrebbe rilasciare BPA.
-Ridurre l'uso di cibi in
scatola, in particolare per i cibi caldi o liquidi. Optare, invece, per vetro,
porcellana o contenitori di acciaio inox senza rivestimenti interni in
plastica.
-Se si vive in un paese extra-UE,
scegliere biberon privi di BPA.
-Quando si usa una bottiglia di
acqua in plastica, non ri-utilizzare più volte.
-Adottare una accurata igiene
orale in modo da ridurre la necessità di cure dentali.
-Indossare i guanti se si
maneggiano molti scontrini in carta termica."
Qui ci sono i link che potete consultare: