sábado, 4 de abril de 2015

Missione 96: Racconta la storia di una donna che...

Intervista alla cuoca a carico della mensa della nostra scuola, Signora Monica:

                                                                   


1) Perché hai scelto questo lavoro?

Perché mi piace tanto. Sento che sono nata per questo mestiere. Mi trovo molto bene in questa scuola cucinando per bimbi e ragazzi. Li vedo crescere e con la mia cucina contribuisco al loro benessere, giacché il cibo che qui si prepara é molto sano. Cucinare per altri con entusiasmo é dare amore.

2) Da quanto tempo svolgi questo lavoro nella nostra scuola?

Sin da piccola ho sentito la voglia di seguire questo lavoro, purtroppo i miei genitori all’ inizio non erano molto d’accordo su questa mia scelta, dicevano che era troppo duro per una donna: molta responsabilitá e carica oraria. Ormai sono passati quasi 34 anni, e permane in me lo stesso entusiasmo del primo giorno. Sono convinta che quando una persona si coinvolge veramente con il suo lavoro, non importa se é maschio o femmina, lo fará seguendo con felicitá la sua vocazione e molte volte con migliori risultati. Guardatemi! (ridendo).

3) In questo tempo hai ricevuto qualche tipo di riconoscimento per il tuo ruolo di donna a carico?


Come ti ho detto prima, lavoro con persone di tutte le etá, ho svolto tutti i mestieri in cucina e adesso occupo il carico di maggiore responsabilitá. É molto importante in questo lavoro essere tollerante, rispettare l’altro! Non serve assolutamente a niente avere un brutto carattere. Per questo mi sono sempre sentita valorizzata, voluta bene, chissá perché... “la donna” nei mestieri che coinvolgono persone, con il suo spirito maternale, accoglie con dolcezza l’altro.

                                                                     
 

Missione 98: La Plastica

La Plastica: la materia prima del secolo XX:
La plastica comprende una serie di materiali sintetici o semisintetici usata  in una vasta e crescente gamma di applicazioni che vanno dal settore edilizio, auto, dispositivi medicali, giocattoli, abbigliamento ecc. Il nome deriva dal greco “plastikos”che significa adatto ad essere plasmato, ció fa riferimento alla malleabilitá e plasticitá durante la produzione che gli permette essere fuso, pressato in varietá di forme come pellicole, fibre, laste, tubi, bottiglie, scatole ecc. É riconosciuta la sua facile lavorazione, con costi ridotti e di elevata praticitá, spesso si usano per imballare e confezionare generi alimentari. Purtroppo é importante segnalare il fatto che non sono sempre biodegradabili o riciclabili, inquinando fortemente l’ambiente.

A continuazione si elencano i materiali piú usati e i numeri relativi alla codifica europea che indicano rispettivamente composizione e uso:

1= PET polietilene tereftalato usato per bottiglie d'acqua, di bibite o flaconi per prodotti di bellezza;
2 = HDPE polietilene ad alta densità usato per vasetti di yogurt, flaconi di detersivo;
3 =PVC o V vinile o cloruro di polivinile usato per contenitori per alimenti;
4 = LDPE polietilene a bassa densità usato per sacchetti per cibi di surgelati e bottiglie squeeze;
5=PP polipropilene usato per bottigliette di ketchup
7 = tutte le altre plastiche tra cui il policarbonato e le resine epossidiche

Le plastiche idonee alla conservazioni di cibi sono le numero 1,2,4 e 5.

Nella nostra scuola il refettorio comprende diversi spazi dove si utilizzano i recipienti di plastica per trasporto e conservazione di cibo. La nostra idea é stata realizzare un’intervista al personale che lavora nella mensa (cuoca e impiegati)

          1) Conoscete il tipo di plastica che usate a contatto con il vostro cibo?

Senz’ altro abbiamo a disposizione recipienti idoneei per la conservazione, anche  sacchetti adatti al trasporto giacché molti professori e personale della scuola porta a casa i cibi che prepariamo.

2)  Conoscete questa tabella e quali sono le plastiche idonee alla conservazione del cibo?

Conoscevo la tabella peró ci regoliamo con i simboli che indicano i recipienti adatti ai diversi usi. Siamo molto attenti a non usarli troppo , sappiamo del loro vantaggio ma anche siamo consapevoli del loro danno all’ambiente.

3)   Sapete cosa fare con i contenitori dopo averli usato durante molto tempo?
           
  Anche se il personale controlla é stato molto importante sapere con piú precisione il modo di               farlo. Vi ringraziamo moltissimo per i vostri consigli, la vostra visita é stata di grande                           utilitá.

                                                                      


Inoltre l'Istituto Superiore di Sanità delinea dei consigli sull'argomento:

"L'idea di eliminare in toto l'esposizione BPA è, al momento, chimerica; le autorità preposte alla regolamentazione stanno adottando provvedimenti atti a tutelare i gruppi più vulnerabili all’esposizione: ad esempio, nel 2011 l'Unione europea vieterà la produzione prima (marzo) e la vendita poi (giugno) di biberon in policarbonato contenenti BPA (15). Nel frattempo possiamo, almeno, cercare di ridurre l'esposizione al BPA seguendo semplici passi, quali:
-Non usare contenitori alimentari in policarbonato nel microonde. Il policarbonato è forte e durevole, ma con l’usura causata dal tempo e dalle temperature elevate potrebbe rilasciare BPA.
-Ridurre l'uso di cibi in scatola, in particolare per i cibi caldi o liquidi. Optare, invece, per vetro, porcellana o contenitori di acciaio inox senza rivestimenti interni in plastica.
-Se si vive in un paese extra-UE, scegliere biberon privi di BPA.
-Quando si usa una bottiglia di acqua in plastica, non ri-utilizzare più volte.
-Adottare una accurata igiene orale in modo da ridurre la necessità di cure dentali.
-Indossare i guanti se si maneggiano molti scontrini in carta termica."

Qui ci sono i link che potete consultare: